Filosofia progettuale gioielli

Filosofia progettuale gioielli: oggetti emozionali

In qualsiasi campo ci si trovi ad agire, la parola unicità è sinonimo di amore.

Tra gli altri aspetti che connotano questo sentimento ci sono la cura nei confronti dell’oggetto del nostro bene, l’attenzione verso di esso, il tempo che gli si dedica.

In ogni contesto ‘amare’ e ‘creare’ rappresentano due modalità espressive analoghe, compiute seguendo il medesimo percorso, ma nel caso dei Gioielli Contemporanei Vincenzo Oste sembrano fortificare ulteriormente il loro intreccio in un lavoro di emotività ed emozionalità.

Volendo riassumere in un solo aggettivo il mio atteggiamento di filosofia progettuale gioielli, il più rispondente sarebbe innamorato. Amante della creazione e della creatività, della trama fitta di memorie posta come base solida di azioni e ragionamenti; appassionato della ricerca estetica e delle sperimentazioni materiche, finalizzando entrambe a rendere concreti e palpabili le visioni e gli scenari astratti concepiti dalla mia mente.

Sensibile e visionario, sento il bisogno di poesia in un mondo caratterizzato da una incredibile perdita di identità. Poesia come armonia, come ritmo ed equilibrio, alla quale giungo lavorando la materia, esplorando le tecniche fino a conferire a ogni oggetto creato la capacità di comunicare autonomamente la matrice concettuale che ne ha generato la forma stessa.

La filosofia progettuale gioielli per me significa trasformare gli oggetti in elementi simbolici e narranti.

La parola unicità è sinonimo di amore.

Si lascia contaminare dagli stimoli della natura intorno. Ascolta, osserva, assimila, immagina, elabora, in un processo di reificazione del proprio sentire in piccoli frammenti preziosi con i quali, a sua volta, contamina il mondo. Allo stesso tempo trasmette ai gioielli ideati i flussi emozionali che lo pervadono, donando a ognuno di essi un segno differente, che non cela ma, anzi, esalta il significato racchiuso nelle strutture plastiche e sinuose, nei tagli e negli sbalzi dei profili, nelle curve di pietre e metalli pregiati, nelle superfici rese lisce, opache o lucenti, mentre in altri casi a prevalere è la tattilità di texture o di trattamenti.

E in questo percorso di costruzione e conoscenza svela l’unicità di ogni singolo oggetto, lavorando sulla loro identità ed espressività. Anche se parte di una determinata tipologia, nessun gioiello viene concepito identico a quello che lo ha preceduto e che lo seguirà. Alcuna creazione segue i canoni della produzione industriale ricercando la serialità, la perfezione, la razionalità. Al contrario, il risultato perseguito da Vincenzo Oste è l’imperfezione della naturalezza, l’irrazionalità del sentimento, la diversità che può caratterizzare solo ciò che è vivo.

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