Radici

Le radici: la forza del segno Oste

I Gioielli Contemporanei Vincenzo Oste trovano le proprie radici nell’influenza dell’intera famiglia Oste e soprattutto in quella trasmessami da mio padre, l’artista Annibale Oste,scultore e designer di fama internazionale.

Il percorso di mio padre, Annibale Oste, ha inizio a partire dalla fine degli anni sessanta, trovando da subito il favore della critica d’arte contemporanea nazionale e internazionale, e cresce costantemente nel tempo. Una ricerca partita dal mondo dell’arte, ma sconfinata presto nell’universo del progetto in maniera estesa e profonda, andando a definire una poetica magica descritta da Marcello Venturoli come «una specie di scommessa fra realismo e astrazione, fra senso statico e luministico delle cose».

L’attività di mio padre, Annibale Oste, ha chiari rimandi a correnti artistiche già diffuse – in maniera più evidente quelle pop e dadaista – e a protagonisti della tradizione napoletana e campana quali Lista, D’Orsi e Gemito, ma è evidente, nell’evoluzione delle sue opere, la volontà di costruire una personalità propria che seguiterà a rafforzarsi ed affermarsi.

Le radici dei Gioielli Contemporanei Vincenzo Oste ripercorrono e portano avanti la ricerca di Annibale Oste, una ricerca che pone sempre al centro il rapporto dell’uomo con le cose. In un’intervista pubblicata nel 1981 Annibale rivela come tutta la poesia, la leggerezza e il «realismo magico» caratterizzanti le sue opere traducono innanzitutto emozioni da lui vissute nella ricerca di una contaminazione con la natura e i suoi elementi: la luce, il vento, l’acqua.

Questa contaminazione è oggi proposta ed evidente nelle radici dei Gioielli Contemporanei Vincenzo Oste.

Una specie di scommessa fra realismo e astrazione, fra senso statico e luministico delle cose.

Annibale Oste, nella scena progettuale italiana, veste un ruolo poliedrico come artista, artigiano, designer, sperimetatore, perché il suo lavoro è stato caratterizzato sempre da una particolare complessità e interesse verso più ambiti artistici, nella gestione di elementi e fattori differenti. A mio avviso questo è dovuto sia alla stratificazione culturale di mio padre che alla curiosità nutrita verso numerosi e differenti ambiti. Come sottolinea Almerico De Angelis, resta dunque «difficile se non impossibile definire il ruolo dell’artista e quello del designer. Improbabile riuscire a classificare con sicurezza un oggetto come opera d’arte o come prodotto di design». Appare invece evidente, tanto nel percorso professionale quanto nell’universo di nuovi oggetti da lui creati, che il rapporto con il disegno industriale prende forma lì dove, il bisogno di avvicinarsi alle persone attraverso una scultura capace di moltiplicarsi, si antepone alla scelta di un’opera aulica, unica e monumentale.

La contaminazione tra disegno industriale e opera unica artigianale, è anch’esso alla base delle radici dei Gioielli Contemporanei Vincenzo Oste.

Proseguendo con la sua ricerca, Annibale Oste porta avanti collaborazioni di rilievo attraverso le quali pone l’accento su alcuni aspetti che saranno sempre più approfonditi, come il moltiplicarsi delle relazioni con aziende dislocate anche al nord e all’estero, l’ampliamento delle categorie di progetto di suo interesse e una produzione sempre più fitta, testimoniata anche attraverso la stampa. Mano mano che Annibale Oste scopre le possibilità connesse al settore dell’oggetto d’uso, lo esplora con maggiore attenzione, interessandosi delle cose più comuni del quotidiano. Maniglie, pomoli, occhielli, attaccapanni, posate, fregi, cose che ogni giorno ci capita di toccare, ma che raramente ci soffermiamo a guardare. «Ebbene, – scrive Miro – Annibale Oste ce le fa guardare perché, da povere cose, esse sono diventate, disegnate da lui bronzi carichi di poesia, forme fluttuanti e pregne di movimento, un alfabeto e un linguaggio».

Our categories

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *